Nato sulle ceneri dell’Osteria del Tubetto, glorioso e vecchio locale milanese, questo nuovo ristorante si pone come luogo di confine. Quel confine che separa la città dalla campagna, dove una volta c’erano le marcite e tanta acetosella, l’erba brusca appunto. L’interno senza cadere nello stereotipo dell’osteria di paese, coniuga bene lo spirito del posto; tra materiali naturali, colori caldi e tante bottiglie perfettamente allineate in un originale libreria di legno chiaro. Molto bello il giardino esterno, dove si può mangiare all’ombra di un pergolato (con la vista sull’orto), godendosi il sole a pranzo e il fresco a cena.
La cucina a metro zero, semplice e creativa, prende spunto dall’invidiabile orto di proprietà ed è affidata alle sapienti mani della giovane Alice Delcourt, anglo-francese-statunitense, (da anni operativa a Milano, Ristorante Alice e Osteria di Lambrate).
Dal menù
Carciofi all’acqua pazza con scorze di limone, mandorle, cumino e miele 10 euro
Zuppa di piselli con cipollotto e menta 9 euro
Tombarello scottato alle spezie con insalata di pane e salsa stemperata 17 euro
Torta al frangipane con gelato all’earl grey e uvetta 6 euro
Un paio di curiosità
Gli avanzi dei piatti finiscono nella compostiera e servono per fertilizzare il terreno dell’orto mentre l’acqua usata per lavare le verdure serve per innaffiare le piante.
All’ingresso, delle biciclette sono a disposizione dei clienti per passeggiate sul lungo naviglio.

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